La produzione

Albicocco

ALBICOCCO – Prunus armeniaca
Pianta originaria della Cina settentrionale arriva in Europa con la spedizione di Alessandro Magno; in Italia si inizia a coltivare in epoca romana con materiale proveniente dall’Armenia, da cui il nome specifico “armeniaca”.
La pianta non raggiunge un grande sviluppo (5-7 m di altezza) e presenta un portamento globulare, ha foglie cuoriformi sottili e lisce, i fiori sono di color bianco rosato solitamente nel periodo di marzo, dopo la fioritura del mandorlo e prima del pesco.
Produce frutti di forma ovoidale con la buccia di colore gialla, che si tinge di rosa-arancio nelle parti esposte al sole, divisa da un solco ventrale. La polpa è tenera, succosa e ha un alto contenuto di vitamina A ed una discreta quantità di Sali minerali, per questo sono frutta poco calorica ma dissetante e gustosa. La maturazione avviene in giugno-luglio in base alla varietà.
Le albicocche sono usate, oltre che per il consumo fresco, dall’industria per la produzione di succhi, sciroppi e marmellate. L’albicocco preferisce zone a clima temperato ma è diffuso e coltivato anche in zone più fredde; teme i forti venti e, a causa della sua precoce fioritura, anche le gelate tardive che possono recare gravi danni alla fioritura e di conseguenza anche alla fruttificazione.

Varietà

Antonio Errani, Cafona, Precoce Cremonini, Reale d’Imola, San Castrese, Sungiant, Tyrinthos

Circonferenza

10-12 (CLT 25), 14–>30 (ZL)

Disponibilità prodotto

Vaso, Zolla

Primi di giugno (Tyrinthos)

Metà di giugno (Precoce Cremonini)

Fine di giugno (Antonio Errani, Sungiant)

Primi di Luglio (Cafona, San Castrese)

Metà di Luglio (Reale d’Imola)